Teatrodanza
Confini
- Regia e coreografia
- Manuela Macconi
- Luci
- Giorgio Romani
- Suono
- Francesco Cappelletti, Marco Perfetti
- Costumi
- Patrizia Cerrata
- Musica
- Gabriel Fauré, Hildegard von Bingen, Aram Khachaturian, John Wilson, Franz Lehar, Lucas Ruiz de Ribayaz, Vivaldi, De Pochaan, Musica ebraica e sefarditica, Tamburi australiani
- Interpreti
- Silvia Assirelli, Chiara Beltrami, Barbara Borghi, Paola Corsi, Manuela Macconi, Lucia Marabini, Anastasia Müller, Marco Perfetti, Cinzia Santoni, Monica Sfalanga, Beatrice Zagarese, Alessandra Zanobi
- Collaborazioni alle prove
- Monica Sfalanga, Mark Alan Wilson. Ringraziamenti ad Elena D'Elia.
- Durata
- 1h e 30" circa
- Prima assoluta
- maggio 2000 - Rassegna Danza Primavera 2000
Tematica
I "Confini" di cui si parla in questo spettacolo
sono geografici, ideologici, esistenziali, politici. Confini
che separano diverse realtà, diverse possibilità
di espressione, ma anche confini fra se stessi ed i propri
sogni, le proprie aspirazioni , confini fra l'idea e la
possibilità di agire di conseguenza. Una fila di mattoni
in diagonale divide lo spazio scenico ed è il confine
fra la nostra realtà quotidiana, in cui nascono e si
evolvono i desideri per il nuovo millennio, ed una
realtà altra, quella della Cambogia. Paese - simbolo in
cui si procede all'annullamento sistematico della
volontà di un intero popolo, della cultura, di tutto
ciò che è o rappresenta il passato, dove il
limite del desiderio è nell'impossibilità stessa
di desiderare, di uscire almeno mentalmente dalla ripetizione
meccanica di gesti ormai privi di un significato che non sia di
sopravvivenza materiale.
Il motivo conduttore dello spettacolo
è proprio il contrasto stridente fra i due mondi, resi
in una contemporaneità non realistica, ma simbolica e si
svolge per cellule narrative in comunicazione per nessi
associativi e non per linearità tematica. Il discorso
registico si sviluppa, secondo la tradizione del teatro-danza,
sulla base di gesti che, sottratti alla quotidianità,
rimandano ai loro diversi significati e possibili metamorfosi,
procedendo secondo allusioni, simboli e richiami interni.
"...il movimento, prima di diventare espressione, è tutto interiorizzato, secondo le ben collaudate tecniche del teatrodanza d'ascendenza tedesca. Ma a parte la specifica qualità del movimento, anche in questo caso affidato a danzatori estremamente motivati, esperti e consapevoli, quello che colpisce di 'Confini' è la forza delle idee... Era ora che la danza dicesse anche queste cose."
