L'Elibé. Teatro di Behemot

Teatrodanza


Ondina ritorna nell'acqua

Regia e coreografia
Manuela Macconi
Luci
Mark Alan Wilson
Suono
Francesco Cappelletti
Costumi
Chiara Beltrami, Eda Melosi Angeli
Collaborazione alle prove
Marco Perfetti, Monica Sfalanga, Mark Alan Wilson. Ringraziamenti a Silvia Coradeschi, Teresa di Candilo
Interpreti
Silvia Assirelli, Chiara Beltrami, Barbara Borghi, Paola Corsi, Manuela Macconi, Lucia Marabini, Anastasia Müller, Cinzia Santoni, Monica Sfalanga, Beatrice Zagarese, Alessandra Zanobi
Musica
Tradizionale Giapponesi, Purcel, Nuova Compagnia di Canto Popolare, tradizionali messicane, tarantella (anonimo), Bixio Neri, Glenn Miller, Kramer, Shostakovic
Prima assoluta
maggio 2002 - Rassegna Danza Primavera 2002 Spettacolo in coproduzione con 'Danza Primavera'.
Durata
1h e 30" circa


"Voi, uomini! Voi, mostri!"

ondine image 1 "Voi, uomini! Voi, mostri!". Le parole d'inizio di 'Ondina se ne va', l'ultima delle prose del 'Trentesimo anno' di Ingeborg Bachmann, sembrano essere una chiave utile per avvicinarsi a quest'ultimo spettacolo di Manuela Macconi. Il primo riferimento è certo alla leggenda romantica di Ondina, ai toni idillici e fiabeschi della novella di Friedrich de La Motte Fouqué che ispirò nel 1816 l'opera lirica di E.T.A. Hoffmann. Ma in questa nuova creazione il tema romantico dell'impossibile unione tra una creatura soprannaturale e un essere umano assume i toni di una più attuale drammaticità alla lettura della Bachmann. Il testo della scrittrice austriaca, tra le più grandi del Novecento, potrebbe essere preso quasi per un manifesto del proto-femminismo, se alle dure accuse nei confronti degli uomini non si unisse uno struggente addio: "Nei vostri corpi grevi va lodata la delicatezza. Qualcosa di straordinariamente delicato si manifesta in voi quando fate un favore, un gesto di dolcezza.".

ondine image 2 Ha a che fare con tutto questo "Ondina ritorna nell'acqua" di Manuela Macconi: è la storia danzata di impossibili amori, di incomprensioni ataviche, di solitudini antiche. E' una storia tutta al femminile, perché nella lunga gestazione dello spettacolo - che nasce dal laboratorio e dalla pratica della improvvisazione, secondo i dettami del Tanztheater tedesco così come si è sviluppato a partire dagli anni Settanta del Novecento ad opera di Pina Bausch - gli elementi maschili della compagnia si sono ritrovati di fatto fuori: prima per una serie sfortunata di circostanze, poi perché la 'logica' della composizione ha finito per riguardare esclusivamente il pianeta donna. La poesia, la bellezza e anche la tragicità dell'essere donna, perché a Ondina, nata come una dea dall'acqua e nel suono melodioso delle onde, nelle sue apparizioni sulla Terra può capitare anche di finire annegata in un catino, triste orizzonte casalingo di un elemento acquatico altrimenti infinito.

ondine image 3 Musiche messicane e giapponesi, una tarantella napoletana, un tango, un valzer di Shostakovic, un'aria di Purcell e il jazz di Glenn Miller accompagnano questa esplorazione scenica e danzata della condizione femminile. Anche le voci sono tutte di donne, con l'unica eccezione di Vittorio De Sica, che in una scena dello spettacolo canta 'Parlami d'amore Mariù'. Come a richiamare la tenerezza dell'ultima, amorosa invettiva che la Ondina della Bachmann, prima di andarsene per sempre, lancia contro gli uomini: Nessuno, ahimè, sapeva giocare bene come voi, mostri! Avete inventato tutti i giochi possibili, giochi di numeri, giochi di parole, giochi di sogno e giochi d'amore.'.

Enrico Gatta

(giornalista de 'La Nazione' di Firenze, per la presentazione dello spettacolo per Danza Primavera 2002)




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